Con grande piacere riceviamo dal Centro regionale di Ricerca, Sperimentazione Sviluppo della Lombardia la notizia della pubblicazione del Quaderno della Ricerca “La cura educativa in carcere”, a cura di Corrado Cosenza. Ci congratuliamo con i colleghi per l’importante lavoro. Invitiamo tutti a leggere il volume. I dettagli e i link da cui scaricare il volume si possono trovare in https://www.saperinrete.cloud/pubblicazioni/la-cura-educativa-in-carcere/
Citiamo direttamente dal sito del CRRSeS Lombardia:
” L’opera è un volume “corale” che indaga a tutto tondo sul ruolo dell’istruzione carceraria come dispositivo costituzionale di umanizzazione nei contesti difficili della detenzione. Attraverso contributi teorici, analisi normative, riflessioni pedagogiche ed esperienze sul campo, il libro esplora la scuola in carcere come spazio di cura educativa, di riconoscimento della persona e di riapertura del futuro possibile. Il carcere è letto non come margine separato ma come specchio delle fragilità sociali; in questo quadro l’educazione degli adulti assume un valore decisivo nel tenere insieme pena e rieducazione, responsabilità e dignità, sicurezza e diritti. I saggi – offerti dai migliori esperti sul tema – affrontano temi centrali quali il ruolo dell’insegnante in carcere, le didattiche attive, la formazione professionale e il rapporto tra istruzione e trattamento penitenziario, dando voce alle loro solide esperienze di ricerca. Il quaderno attraversa il tema della cura educativa senza semplificazioni e senza indulgenze: lo fa intrecciando riflessione pedagogica, quadro normativo, sguardo istituzionale ed esperienze sul campo, restituendo un’immagine della scuola in carcere come spazio di relazione, di parola e di apprendimento adulto. In questo senso Lucia Pacini, direttrice del CRRS&S della Lombardia scrive nella sua introduzione che
“in carcere la cura educativa assume un valore ancora più radicale. Là dove la vita è sospesa e il tempo è scandito dall’attesa, la scuola diventa spazio di rigenerazione. Un’aula che si apre tra le mura di una casa circondariale è molto più di un luogo fisico: è un laboratorio di fiducia. Lì l’apprendimento non serve soltanto a colmare lacune, ma a riannodare i fili spezzati della memoria, a restituire voce e pensiero”.
I contributi raccolti affrontano nodi centrali dell’istruzione penitenziaria: il mestiere dell’insegnante in carcere e la sua esposizione umana e professionale; le didattiche attive come strumenti di riappropriazione di sé; il rapporto tra istruzione, formazione professionale e reinserimento; il dialogo – spesso faticoso ma necessario – tra scuola e trattamento penitenziario. Accanto alle analisi, trovano spazio voci ed esperienze che restituiscono la densità concreta dell’aula in carcere, luogo fragile e potente in cui l’apprendimento diventa, prima di tutto, riconoscimento della persona. L’opera è rivolta a tutti i soggetti coinvolti in questa complessa ma sfidante esperienza di formazione ed educazione.”